Meditazione trascendentale: ritrovare quiete e bellezza quando il mondo diventa troppo

Meditazione trascendentale: ritrovare quiete e bellezza quando il mondo diventa troppo

La continua esposizione alle notizie e ai social media ci mette ogni giorno davanti a sofferenza, corruzione, violenza, disastri e incertezza. Ne parliamo, condividiamo idee, doniamo, facciamo volontariato, preghiamo. Fino a sentirci emotivamente esausti o, al contrario, completamente anestetizzati.

Sentiamo di doverci preoccupare, ma a volte è semplicemente troppo. Per troppo tempo.

Così ci allontaniamo dalle notizie e cerchiamo intrattenimento, concedendoci una pausa fisica o mentale dal continuo susseguirsi di informazioni negative. Non è egoismo né indifferenza: a volte la mente e il sistema nervoso sono semplicemente sopraffatti.

Quando la compassione viene sollecitata troppo a lungo, le nostre risorse interiori possono esaurirsi. La nostra capacità di prenderci cura degli altri supera quella di recuperare energia. Possiamo diventare cinici, insensibili o iniziare a sentirci impotenti e senza speranza.

Herbert Freudenberger, che ha coniato il termine burnout, lo definiva come «l’estinzione della motivazione o dell’incentivo, soprattutto quando la dedizione a una causa o a una relazione non produce i risultati desiderati».

Quando il mondo ci chiede continuamente di essere presenti e compassionevoli, il rischio è quello di sentirci disconnessi. La soluzione, però, non è necessariamente preoccuparsi di meno, ma ricostruire quelle risorse interiori che rendono sostenibile la nostra capacità di prenderci cura.

È qui che può inserirsi la Meditazione Trascendentale.

Recuperare le proprie risorse interiori

Quando siamo bombardati da immagini e notizie sulle difficoltà del mondo, la sensibilità può trasformarsi in un peso. Quando siamo già esausti, ogni nuova tragedia può sembrare un altro fardello che non siamo più in grado di sostenere.

Oppure diventiamo insensibili, come se avessimo già visto e sentito tutto.

Quando siamo profondamente riposati e più resilienti, invece, non diventiamo indifferenti alla sofferenza. Possiamo avere una maggiore capacità di affrontarla con una mente più chiara, più energia e maggiore creatività.

La Meditazione Trascendentale permette alla mente di orientarsi verso livelli di consapevolezza più silenziosi e profondamente riposanti. Allo stesso tempo, il corpo può entrare in uno stato di maggiore riposo, favorendo il recupero dallo stress e dalla fatica.

Andare dentro per tornare al mondo

La meditazione può sembrare un allontanamento dalla realtà. In realtà, può essere vista in modo opposto: andare dentro per ritrovare la forza necessaria a tornare nel mondo.

È come tendere all’indietro la corda di un arco. Per lanciare una freccia con maggiore forza e precisione, bisogna prima creare uno spazio di raccolta e di tensione.

Allo stesso modo, fermarsi e trascendere per qualche momento non significa fuggire dalla realtà, ma recuperare energia per partecipare ad essa con maggiore presenza.

La ricerca scientifica sulla Meditazione Trascendentale ha studiato possibili effetti su stress, ansia, funzioni cognitive, regolazione emotiva e salute cardiovascolare, anche se la solidità delle evidenze varia a seconda dell’ambito e degli studi considerati.

Con una pratica regolare, l’obiettivo non è smettere di interessarsi a ciò che accade nel mondo, ma poterlo incontrare senza esserne completamente sopraffatti.

Possiamo rimanere informati senza perdere il nostro equilibrio. Possiamo riconoscere dove possiamo realmente essere d’aiuto. Possiamo recuperare il senso della nostra capacità di agire.

E, mentre ritroviamo gradualmente un maggiore equilibrio interiore, possiamo scoprire qualcosa di altrettanto importante: la possibilità di continuare a vedere la bellezza e la gioia nel mondo, anche quando il mondo sembra essere troppo.