Perché è differente

Oggi sono disponibili molte tecniche di meditazione.
Contrariamente alla credenza comune ci sono differenze distinte tra le tecniche, come lo sforzo richiesto, il loro impatto sul cervello e il fatto che si traducano o meno in benefici verificabili.

Queste meditazioni differiscono tra loro nella pratica e negli effetti su corpo e mente e nella vita quotidiana. Il grafico in basso riassume le differenze tra i tre tipi di meditazione.

Uno studio pubblicato sulla rivista Consciousness and Cognition ha identificato le seguenti tre categorie di meditazione, basate sulla rilevazione di differenti onde cerebrali prodotte:

Concentrazione o focalizzazione:

Zen, Vipassana, ecc.

Monitoraggio aperto:

Mindfulness, Kriya Yoga, ecc.

Autotrascendenza:

Meditazione Trascendentale

Le tecniche di meditazione e il loro impatto sul cervello

Perchè è differente
arrow_down_blu

Il termine Mindfulness comprende una varietà di tecniche che rientrano nell’attenzione focalizzata e nel monitoraggio a mente aperta. L’attenzione focalizzata richiede di mantenere l’attenzione su un pensiero o un processo corporeo specifico come, ad esempio, la respirazione; è associata alle onde cerebrali EEG ad alta frequenza, le onde gamma (20-50 Hz).

Le tecniche della Mindfulness, che rientrano nel monitoraggio a mente aperta, includono l’auto-osservazione. Coloro che la praticano si allenano a notare i propri pensieri e sentimenti senza reagire a essi. Imparano ad accettare pensieri, emozioni e sensazioni corporee, senza giudizio, e concentrano la loro consapevolezza sul momento presente, piuttosto che su pensieri od eventi che possono distrarre la loro mente. Il monitoraggio a mente aperta è associato a onde cerebrali più lente, le onde theta (4-7 Hz), che si hanno quando la mente si concentra, come nel risolvere un problema aritmetico.

La tecnica della Meditazione Trascendentale è diversa da questi due tipi di meditazione e rientra nella categoria dell‘autotrascendenza.

Nella pratica della Meditazione Trascendentale, l’uso senza sforzo del mantra consente alla mente e al corpo di acquietarsi automaticamente in una condizione neurofisiologica di profondo riposo, veglia interiore e maggiore coerenza delle onde cerebrali.

La pratica della Meditazione Trascendentale è associata alle onde cerebrali alfa (8-10 Hz), le quali si manifestano quando una persona è rilassata, ha gli occhi chiusi e non sta dormendo; c’è consapevolezza interiore e vigilanza, ma nessuna focalizzazione su un determinato compito. Dal punto di vista della misurazione oggettiva, sappiamo che la tecnica della Meditazione Trascendentale non coinvolge la concentrazione, perché produce onde alfa piuttosto che beta (13-20 Hz) o gamma, associate invece alla concentrazione e alla focalizzazione.

Le onde alfa durante la pratica della Meditazione Trascendentale indicano che una persona è sveglia pur non essendo concentrata, indicano una mente molto riposata, ma sveglia. Questo è uno stato unico chiamato “riposata vigilanza”. Le caratteristiche di questo stato di riposata vigilanza sono diverse da quelle dei 3 stati di coscienza che conosciamo − veglia, sogno o sonno − e costituiscono un quarto stato chiamato Coscienza Trascendentale.

Le onde EEG alfa indicano che una persona sta sperimentando uno stato di vigilanza, mentre i cambiamenti fisiologici, come il rallentamento del respiro e la riduzione degli ormoni dello stress, mostrano che questo è uno stato di profondo rilassamento e ringiovanimento del corpo (4,5).

Il mantra

Nella tecnica della Meditazione Trascendentale, non si usa il mantra con concentrazione o controllo. Il mantra serve solamente da veicolo per la mente, che si acquieta senza sforzo e spontaneamente ai livelli più sottili del pensiero, i quali risultano essere più affascinanti ed appaganti e la mente ne viene quindi automaticamente attratta.

La pratica della Meditazione Trascendentale si basa sul principio che sfrutta la naturale tendenza della mente ad essere attratta automaticamente verso un campo di maggior fascino, nella direzione della beatitudine, che è la natura della pura coscienza trascendentale.

Gli effetti a lungo termine

Gli effetti e i benefici della pratica della Meditazione Trascendentale si sono dimostrati cumulativi, aumentando nel tempo. Diversi studi hanno dimostrato che la pratica regolare della Meditazione Trascendentale è associata a una funzionalità migliore.

Ad esempio la pratica due volte al giorno della Meditazione Trascendentale, rispetto alla pratica eseguita una sola volta al giorno, produce maggiori benefici sull’aumento della stabilità autonomica, dell’intelligenza e della resilienza e sulla diminuzione del neuroticismo, dei sintomi del PTSD, degli attacchi di cuore, degli ictus e dei decessi.