Meditazione e coscienza: c’è consapevolezza in ogni cosa

Meditazione e coscienza: c’è consapevolezza in ogni cosa

Nella nostra esperienza quotidiana, ci sembra ovvio che gli esseri umani abbiano una coscienza. Sappiamo pensare, sentire, ricordare. Anche gli animali lo fanno, anche se in modi diversi. Ma cosa dire di un fiore? Di una roccia? Dell’acqua che scorre? Anche loro hanno una coscienza?

Una delle intuizioni più affascinanti della tradizione Vedica è questa: la coscienza è ovunque. Non è un’esclusiva dell’essere umano o degli esseri viventi come li intendiamo comunemente. Ogni cosa che esiste, esiste perché riflette, in qualche modo, il campo del puro Essere, la realtà fondamentale che è alla base di tutto.

Pensiamoci un momento: tutto ciò che esiste è parte della stessa creazione. E tutto ciò che esiste è in continua evoluzione. Un fiore sboccia, un albero cresce, un animale si muove, un bambino impara. Ma anche una roccia, apparentemente immobile, partecipa al cambiamento, anche se su scale di tempo diverse.

La fisica moderna ci conferma che, a livello subatomico, ogni particella è in costante attività. Niente è veramente fermo. Allora cos’è che distingue un essere “cosciente” da qualcosa che sembra non esserlo?

Non è la presenza o l’assenza della coscienza — ma la qualità del riflesso di quella coscienza.

Immagina la luce del sole che si riflette su superfici diverse: l’acqua limpida riflette chiaramente, un muro opaco no riflette con la stessa chiarezza. Ma la luce è comunque lì. Allo stesso modo, il campo del puro Essere è ovunque, ma viene riflesso in modi diversi da ogni “struttura” della natura. Negli esseri umani, questa struttura è il sistema nervoso. Più è raffinato, più la coscienza si riflette con chiarezza.

La coscienza non è “accesa o spenta” — è un continuum.

Non è questione di avere o non avere coscienza. È una questione di gradi. Un animale ha una forma di consapevolezza. Una pianta reagisce al sole, cresce verso la luce, “sente” la cura. Un esperimento curioso ha mostrato che le piante crescono meglio se circondate da amore, musica, attenzione. Reagiscono, rispondono, partecipano.

Anche questo è coscienza, anche se in una forma diversa dalla nostra.

Persino ciò che consideriamo “inanimato”, come una roccia o un granello di sabbia, esiste in virtù di una struttura, di un ordine interno, di una relazione con l’universo.

E cosa c’entra la Meditazione Trascendentale?

La Meditazione Trascendentale è un modo per riconnettersi consapevolmente con questa realtà di fondo, con il campo silenzioso dell’Essere che sostiene tutta l’esistenza. Quando si pratica MT, si permette alla mente di andare oltre il livello superficiale dei pensieri, scivolando dolcemente verso livelli più profondi — fino a toccare quello spazio di pura consapevolezza, dove tutto ha origine.

È un’esperienza semplice ma trasformativa. Perché quando la mente sperimenta quella quiete profonda, anche il corpo si rigenera. Lo stress si dissolve. E poco a poco, la coscienza si raffina. La nostra “struttura” comincia a riflettere sempre meglio quella luce che è già presente in noi.

Riconoscere che la coscienza è presente ovunque — in forme diverse, ma sempre lì — cambia il modo in cui ci relazioniamo alla natura, alle persone, a noi stessi. Ci ricorda che non siamo separati dal mondo, ma profondamente connessi.

Ogni forma, ogni creatura, ogni particella riflette, in qualche modo, la stessa realtà fondamentale. E coltivare questa consapevolezza non è un atto astratto o teorico. È qualcosa che si può vivere — ogni giorno — attraverso l’esperienza diretta offerta dalla Meditazione Trascendentale.